Negli ultimi anni la diffusione di videocamere per la sorveglianza di appartamenti, negozi, depositi e vari ambienti, sia chiusi che aperti, ha portato sempre più persone ad acquistare questo tipo di apparecchi per tutelarsi da eventuali effrazioni e furti.

Tuttavia, prima di installare una telecamera nella vostra proprietà è necessario che vi informiate di quali siano gli adempimenti e gli obblighi di legge, sia per le installazioni in ambiente interno, domestico o lavorativo, che, soprattutto, in quelli esterni.

La presenza di una telecamera, infatti, va a scontrarsi con il tema della privacy, sempre molto delicato.

In questa guida, vi spiegheremo tutti i più importanti aspetti relativi alle corrette modalità di utilizzo di una telecamera, che vi permetteranno di rispettare gli obblighi di legge in termini di privacy.

Dovete infatti ricordare che in caso di utilizzo erroneo di una videocamera di sorveglianza, ossia di mancato rispetto della normativa vigente in fatto di privacy, potrete essere sanzionati con multe più o meno salate a seconda dei casi.

Normativa Telecamere Videosorveglianza

L’uso delle telecamere per il controllo delle attività che si verificano nei pressi di una proprietà, in casa o in ambiente di lavoro è regolamentato da una serie di normative che proteggono la privacy di quanti vengono a trovarsi nel raggio d’azione delle telecamere stesse.

Pertanto, il primo elemento che dovete ricordare se volete installare una telecamera è che tutte le immagini che vengono riprese dall’obiettivo e registrate rientrano in quelli che vengono definiti dati personali.

Si dovrà quindi sempre segnalare la presenza di un sistema di videosorveglianza seguendo un protocollo preciso, ossia collocando dei cartelli in cui sia evidenziata la presenza del sistema di ripresa.

Il cartello va posizionato oltre il raggio d’azione della telecamera, in modo tale che le persone abbiano la possibilità di essere informate della presenza di un sistema di videosorveglianza prima di entrare nell’area soggetta a ripresa.

In caso di telecamere con LED a Infrarossi, ossia in caso di possibilità di riprese notturne, il cartello di avviso dovrà essere opportunamente illuminato.

Il cartello deve indicare, tramite pittogrammi e/o scritta ben chiara, che l’area è soggetta a sorveglianza e, inoltre, deve essere indicato il nome della persona o dell’azienda che ha accesso alle riprese.

Dovete ricordare che poiché le riprese che vengono effettuate rientrano nella normativa relativa ai dati personali, esse sono soggette anche al nuovo Regolamento Europeo, ossia il GDPR del maggio del 2018, che prevede uno specifico trattamento dei dati personali e, soprattutto, una particolare responsabilità da parte di quanti fanno raccolta dei dati stessi, ossia i titolari del trattamento.

Il GDPR si applica sia in caso di videosorveglianza di aree private che pubbliche, quindi sia per videosorveglianza domestica o in ambiente di lavoro che nelle aziende e nelle Pubbliche Amministrazioni.

Pertanto, tutti questi ambienti o enti che fanno uso di videocamere per la sorveglianza dovranno segnalare opportunamente la presenza delle telecamere facendo attenzione ad utilizzare la cartellonistica aggiornata secondo quanto previsto dal nuovo regolamento GDPR.

Tenete presente però che questa normativa non si applica se la telecamera è a circuito chiuso. In tal caso, quindi, non sarà necessaria la piena conformità al GDPR. 

Autorizzazioni e Permessi: quando sono obbligatori

Tutti gli esercizi commerciali e le aziende con almeno un dipendente, per poter installare delle videocamere di sorveglianza hanno l’obbligo di richiedere un’autorizzazione alla Direzione Provinciale del Lavoro o alle organizzazioni sindacali .

Queste possono essere rilasciate purché vengano verificati alcuni requisiti, fondamentali per garantire la massima libertà a quanti circolano nelle zone sottoposte a controllo.

Per prima cosa, quindi, l’installazione deve essere lecita, ossia deve garantire il massimo rispetto degli obblighi di legge permettendo il regolare svolgimento delle funzioni nell’area in cui le telecamere vengono posizionate senza interferire con il lavoro (in caso di ambienti lavorativi) o con la vita quotidiana delle persone (in caso di installazioni in ambienti pubblici).

A tal proposito è importante il posizionamento delle telecamere, che non possono inquadrare aree o postazioni di lavoro, senza quindi focalizzarsi sui dipendenti.

Negli ambienti di lavoro, è fondamentale che le installazioni vengano effettuate in maniera tale da garantire esclusivamente la sicurezza degli impiegati e operai e non un controllo illegale delle attività svolte (o non svolte).

Conservazione e sicurezza delle riprese

Le telecamere di videosorveglianza riprendono ogni giorno un gran numero di ore di filmati.

Tuttavia, questi filmati non possono essere conservati per sempre: in base al tipo di riprese, ossia all’ambiente in cui le riprese vengono effettuate, possono infatti essere conservate per periodi di tempo che vanno dalle ventiquattro ore alla settimana.

In particolare, vanno mantenute per ventiquattro ore tutte le registrazioni effettuate in ambienti lavorativi o in zone pubbliche.

In caso di ambienti lavorativi ad elevato rischio, come banche o gioiellerie, è possibile conservare le registrazioni fino a una settimana.

Per richieste maggiori a questo intervallo di tempo è necessaria una autorizzazione specifica del Garante della Privacy.

Strettamente connessa alla durata della conservazione delle registrazioni vi è il problema relativo alla sicurezza.

I video registrati, infatti, devono essere tutelati in modo da evitarne la perdita e, soprattutto, l’utilizzo non autorizzato.

La diffusione di video registrati tramite videocamere di sicurezza è infatti un reato.

Pertanto, i responsabili degli impianti di sicurezza delle telecamere sono tenuti ad assicurasi che il personale o chiunque abbia accesso alle riprese e alle immagini, non effettui duplicazione parziale o totale di video e non operi in maniera tale da compromettere o distruggere le registrazioni effettuate.

Sanzioni e multe

L’utilizzo delle videocamere di sorveglianza non può essere effettuato in maniera superficiale ma bisogna attenersi rigorosamente a quanto previsto dalla normativa vigente per non incorrere in sanzioni e multe spesso anche salate.

La facilità con cui è possibile acquistare e installare telecamere di sicurezza non vi deve trarre in inganno: è fondamentale informarsi sugli aspetti legali che derivano dall’utilizzo di tali apparecchi per poterli utilizzare nel pieno rispetto della legge e, soprattutto, con la massima sicurezza e tranquillità.

Il mancato rispetto di obblighi e  adempinti in materia di videosorveglianza può costare caro. Per esempio le multe per l’omissione di un cartello vanno da 6.000 € a 36.000 €.

Installare un sistema di vedeosorveglianza senza richiedere l’autorizzazione può comportare multe salate e in alcuni casi l’arresto da 15 giorni a 1 anno.

Anche l’installazione di telecamere finte senza l’affissione del cartello comporterebbe delle sanzioni.

Ancora, è importante sapere che in caso di denuncia per furto o effrazione, si potrà comunque essere soggetti a multe e sanzioni se, durante le indagini, risultasse la mancata affissione dell’informativa della privacy o che la videocamera è impostata in modo tale da riprendere anche zone non autorizzate.

Indipendentemente da quanto viene registrato dalla vostra videocamera è sempre vietato diffondere immagini e video, siano essi drammatici, divertenti o relativi a un furto o effrazione.

La divulgazione di immagini a terzi, sia essa tramite messaggio privato o tramite social è punita non solo con multe che vanno da 10.000 a 120.000 euro, ma anche – in casi gravi – con l’arresto fino a due anni. Inoltre, la conservazione delle registrazioni del proprio sistema di sorveglianza è proibita oltre il tempo massimo previsto dalla legge.

Casi Pratici

Di seguito, si riportano alcuni esempi di comune utilizzo delle videocamere nonché obblighi e divieti da rispettare presso i luoghi di lavoro, i negozi o locali commerciali in generale, le abitazioni e i condomini, le scuole o all’interno di veicoli.

Luoghi di lavoro.

L’installazione di telecamere all’interno di luoghi di lavoro è consentita esclusivamente per motivi di sicurezza e non potrete mai utilizzare le registrazioni per controllare operai o dipendenti e valutarne l’operato.

All’ingresso dell’azienda o degli uffici dovrà essere esposto il cartello con l’informativa sulla privacy, specificando chi è il responsabile per il trattamento dei dati, sia esso il datore di lavoro, un’altra figura interna all’azienda oppure una società di videosorveglianza.

E’ necessaria l’autorizzazione da richiedere prima dell’installazione.

Negozi e locali commerciali

Nei negozi o locali commerciali le telecamere di videosorveglianza devono essere rivolte ad aree più esposte a rischio di rapine. Come per qualsiasi luogo pubblico il cartello di videosorveglianza deve essere ben visibile dalle persone, prima di un’eventuale ripresa.

Abitazioni e condomini.

Per quanto riguarda le autorizzazioni è necessario specificare che non devono essere richieste in caso di installazione privata se le telecamere non riprendono luoghi pubblici o spazi comuni.

E’ necessario però far attenzione se presso di voi lavora una cameriera o una badante, se ci sono tecnici per interventi ad impianti o altro tipo di figura lavorativa si rischia infatti di ledere la loro privacy se questi non sono a conoscenza della presenza delle videocamere.

Per questo motivo, per non rischiare multe, è necessario esporre il cartello informativo in cui sia chiaramente evidenziato che la casa è sottoposta a videosorveglianza. Inoltre, si deve specificare chi è il titolare del trattamento dei dati e quale sia la finalità per cui è stato installato il sistema di sorveglianza (in caso di appartamento privato dovrete specificare che è per difesa del patrimonio personale).

Giardini

Se si installa la telecamera in giardino questa potrà effettuare riprese esclusivamente entro i confini del giardino, ossia sulla vostra proprietà.

L’obiettivo non potrà quindi riprendere aree esterne. Allo stesso modo, se si vive in condominio non potrete scegliere di installare una videocamera sul vostro pianerottolo in quanto questa parte è comune e, pertanto, di pertinenza del condominio.

Anche in caso di riprese non autorizzate si incorre in sanzioni più o meno gravi a seconda dei casi, nonché all’obbligo di rimozione della videocamera o di riduzione dell’area inquadrata che deve rientrare entro i limiti della proprietà privata.

Scuole

La presenza di videocamere di sicurezza all’interno delle scuole ha fatto spesso discutere, tuttavia è consentita la videosorveglianza solo se ritenuta indispensabile per tutelere la sicurezza dell’edificio.

Come per tutte le zone pubbliche, anche all’interno delle scuole questi impianti sono consentiti e a norma a patto che venga ben evidenziata la presenza dei dispositivi di ripresa all’ingresso della scuola stessa.

Durante gli orari scolastici le aree interne non possono essere sottoposte a riprese.

Veicoli

La presenza di videocamere all’interno di auto, pullman, autobus, tram e treni va segnalata come per tutti gli ambienti pubblici, posizionando l’informativa presso le stazioni o anche all’interno dei mezzi stessi o su parti esterne ben visibili, ad esempio sulle porte.

Anche in questo caso è fondamentale ricordare che le riprese possono essere utilizzate solo dal personale autorizzato, ossia da chi è responsabile del trattamento dati.

Conclusioni

Installare una telecamera può essere un modo per avere una maggiore sicurezza e il controllo perfetto delle vostre proprietà.

Prima di procedere all’installazione, tuttavia, è fondamentale informarsi con cura su quali siano le normative e gli adempimenti da seguire per non trovarsi a dover pagare multe molto salate per mancanza di informativa della privacy o per aver effettuato riprese non autorizzate.

Il dettaglio sulle normative e sui provvedimenti relativi al trattamento dei dati sensibili è riportato all’interno del Codice in Materia di Dati Personali, disponibile sul sito del Garante della Privacy.

Non dimenticate che questo Provvedimento in materia di videosorveglianza è stato emanato dal Garante della Privacy nell’aprile 2010 in sostituzione di un precedente provvedimento del 2004; esso ha inoltre visto ulteriori aggiornamenti con l’entrata in vigore del GDPR, al quale è fondamentale conformarsi.